
L’articolo uscito sul Messaggero Veneto, cronaca di Spilimbergo, anticipa un progetto locale partito idealmente poco dopo la scossa del 20 Maggio a Finale Emilia e concretizzatosi un paio di settimane più tardi. Gli scopi di questo piccolo viaggio durato alcuni giorni, nelle zone terremotate erano molteplici ma prevalentemente indirizzati a portare una tipologia d’aiuto che molto spesso non si considera tale: voce mediatica e supporto morale, rivolto ad alcuni amici della zona conosciuti poco tempo prima.
Esistono due tipologie d’aiuto: quello definito umanitario su larga scala (non alla nostra portata) e quello mirato ad una situazione ben precisa. Abbiamo deciso di metterci braccia, mente e cuore per cercare di aiutare una gruppo di amici auto-organizzatosi in un campo autonomo, nei giardinetti di Finale Emilia, nei pressi del BarFly e metterci del nostro per dar voce alle loro richieste, alle loro idee e ai loro bisogni utilizzando ogni mezzo possibile, compreso quello fotografico.
Questo articolo vuole essere il primo di una serie di input che porteranno alla realizzazione di diverse idee, collaborazioni e gemellaggi nati dalla voglia di restituire un po’ di ottimismo ad alcune realtà Finalesi molto simili a quelle spilimberghesi.
“QUELLO CHE SERVE AI RAGAZZI EMILIANI ORA E’ QUALCHE MATTONE DI SOCIALE NORMALITA’ E UN PIZZICO DI MEDIATICO OTTIMISMO”
